A volte ritornano (dedicato al cv europeo)

Non c’è aula di orientamento dove non mi sia trovato a spiegare che il formato europeo del curriculum vitae, per cercare lavoro, non va bene.

“Non piace ai recruiter”, taglio corto.

Vediamo perchè.

“Ma ci ho messo tanto a farlo..”

Il formato europeo del cv nasce per rendere tutte le candidature il più omogenee e “asettiche” possibile. Dovendo servire a tutti, è stato pensato con una impostazione ed una serie di campi aggiuntivi che saranno inutili a molti. In qualche caso, perfino dannosi.

Un normale cv europeo ha di base questi difetti:

troppo lungo, ben oltre le due pagine (inevitabile data l’impostazione del formato);

anonimo (so che l’intento è quello di mettere tutti i candidati “alla pari”, ma di fatto il rischio è quello di passare inosservati);

campi inutili/dannosi alzi la mano chi ha compilato in maniera originale e interessante l’area competenze artistiche. Qualcuno ci sarà sicuramente, ma tutti gli altri hanno probabilmente inserito giusto qualche riga di di circostanza che rischia di apparire soltanto banale.

Posizione ricercata/area professionale

In questa epoca di “personal branding” auto-limitarsi ad una specifica posizione può essere troppo riduttivo. Spesso l’annuncio di lavoro non spiega chiaramente cosa farà la persona che verrà assunta e specializzare eccessivamente la propria candidatura può portare ad essere scartati subito. Meglio una presentazione più personalizzata, centrata su di noi: chi legge trarrà le proprie considerazioni.

Tabella competenze linguistiche

Prende molto spazio, e non è sempre di facile interpretazione. Una semplice autovalutazione delle proprie capacità può bastare.

Area “note”

Questa si trova anche in molti altri formati di curriculum. Il mio consiglio è di compilarla solo se avete qualcosa di realmente interessante o pertinente da condividere. Difficilmente farete “colpo” con una generale passione per musica, sport, viaggi e cinema.

cv eu

Ma allora è tutto da buttare?”

No. Il formato dedicato alle esperienze di lavoro e di studio può andare, è chiaro e sintetico. L’importante è non limitarsi ad un semplice “data+azienda+posizione” ma spiegare in poche righe cosa si faceva realmente, con mansioni e responsabilità. Pensate a come spiegare il tutto in maniera semplice e chiara. Non date per scontato che chi legge conosca alla perfezione il vostro settore, o addirittura la vostra azienda di provenienza. Utilizzate in maniera “furba” il grassetto per mettere in evidenza i termini che possano catturare l’attenzione di chi legge anche ad una occhiata veloce.

“Ma con cosa lo cambio?”

Sul web si possono trovare molti esempi di cv, personalizzabili con i campi necessari per voi. Nel dubbio, scegliete sempre quello più semplice. Personalizzare va benissimo, ma attenzione ai colori e alle immagini di sfondo: non potete sapere se verrà visualizzato con programmi diversi dal vostro, o stampato su carta. In definitiva un formato solo testo va sempre bene.

“Ma ho un sacco di esperienze, sarà comunque troppo lungo”

Sappiate scegliere le più rilevanti, senza paura di tagliare o ridurre lo spazio riservato a ciascuna. Scrivere “tutto” è un modo latente di provare ad impressionare chi leggerà il nostro cv, ma il rischio è quello di annoiare o rendere le informazioni fondamentali difficilmente rintracciabili.

“Ma chiedono unicamente il cv europeo”

A volte succede, specie per concorsi e realtà pubbliche. In quei casi non si scappa, però potete utilizzare questo sito che permette di creare on-line la propria versione, provvede a sistemare l’impaginazione e poi vi fornisce il relativo file in formato .doc o .pdf.

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Informazioni su stefanoinnocenti

Le mie esperienze di lavoro hanno sempre riguardato l’area delle Risorse Umane, sia nell'ambito della formazione del personale che della selezione, operando nei diversi processi. Il punto di forza della mia professionalità è la capacità di gestire efficacemente il rapporto con le persone, caratteristica messa a frutto sia nelle attività di docenza che di orientamento e nello sviluppo di network professionali. Abito in Toscana, e amo questo territorio. Questo non mi rende meno curioso rispetto ai cambiamenti che mi circondano.
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2 risposte a A volte ritornano (dedicato al cv europeo)

  1. Buongiorno Stefano,
    ebbene sì, anche io appartengo alla fronda di coloro a cui non piace il formato cv di europass; mi tocca contestare però il fatto che non tutti i recruiter lo odiano: ho potuto ascoltare le opinioni di una parte di questi che lo lodavano per sua facilità nel reperire subito le informazioni di loro interesse (…ma è sufficiente leggere solo le due righe corrispondenti alla job description? Soprattutto se poi sono tutti uguali! Quanti candidati dovrei poi convocare per il colloquio?).
    L’asetticità del formato in oggetto inoltre rischia di non valorizzare la personalità del candidato, soprattutto nel caso in cui si debbano selezionare figure per ruoli che richiedano elevate doti di creatività o capacità comunicative.
    Con le critiche però è meglio che mi fermi perché sarebbero troppe, ma una cosa che salverei di questo formato c’è e spesso non si vede negli altri cv: la descrizione del proprio ruolo apposta subito in alto.

    • stefanoinnocenti ha detto:

      Angelo, in un certo senso l’asetticità è l’obiettivo primario di questo formato di curriculum, ed a mio parere è proprio questa a renderlo “non attuale”.
      Personalizzare, cercando di far emergere quel “qualcosa” che possa dare la voglia di approfondire in fase di colloquio, è la migliore strategia in un momento in cui per ogni posizione si registrano decine (se non centinaia) di candidature.
      Anche io apprezzo la piccola presentazione “in alto” subito dopo i dati personali, e la ritengo ancora più efficace se trasformata in qualcosa che parli più complessivamente della persona e non solo del suo ruolo.

      Grazie per il commento!

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