Il linguaggio segreto dei recruiter

A volte le offerte di lavoro possono lasciare decisamente perplesso chi le legge.

E non parlo solo dell’area dedicata alla descrizione delle mansioni: mi riferisco a quel “paragrafo aggiuntivo”, inserito subito prima delle informazioni di contatto, dove solitamente vengono richieste ai candidati peculiari doti “trasversali”.

Tralasciando “perle” del calibro di capacità di sopportazione e spirito di sacrificio (entrambe reali, ed entrambe apparse in ricerche per comuni posizioni impiegatizie) e glissando volutamente sull’interpretazione della richiesta di “flessibilità” da parte dei candidati meno fiduciosi questo interessante articolo del Guardian esamina alcuni tra i termini più utilizzati e cerca di darne una interpretazione utile per capire le reali caratteristiche richieste ai candidati.

Cerchiamo una persona che sia…

Organizzata: molto facile prevedere forti carichi di lavoro, e la capacità di muoversi fra attività diverse riducendo al minimo i “tempi morti”. In fase di colloquio, il modo migliore per dimostrare questa caratteristica è riportare un esempio concreto della vostra capacità di organizzarvi.

Dotata di competenze comunicative: Di fatto, quella che viene ricercata è la “capacità di rapportarsi su livelli diversi con le persone, adeguatamente al contesto ed alla situazione.” Inoltre per tutte le professioni che richiedono contatto con il pubblico il requisito è da leggere quasi al contrario: non la capacità di “parlare bene”, ma la capacità di ascoltare.

Motivata: ovvero capace di darsi la “spinta” in autonomia, e capace di operare anche senza direttive chiare spiegate punto-per-punto.

Laureata in…con ottima conoscenza del…e almeno tre anni di esperienza in..: A volte, questi specifici “paletti” sono essenziali per il lavoro proposto. Altre no. In quel caso, è possibile che siano stati inseriti come filtri: il recruiter si aspetta molte candidature, e quindi cerca di ridurne il numero impostando condizioni più stringenti. Se il vostro profilo vi sembra comunque in linea con la posizione, non è escluso di tentare comunque la candidatura.

Appassionata: ci si aspetta che la candidatura non sia collegata solo all’aspetto economico del lavoro, che qualcuno degli interessi o dei valori personali del candidato sia fortemente rilevante per la posizione. Questo elemento dovrà poi assolutamente emergere in fase di colloquio.

Innovativa: in questo caso la persona che viene cercata non dovrà stravolgere completamente l’organizzazione attuale, ma più prosaicamente essere in grado di trovare soluzioni nuove (e compatibili) a vecchi problemi. Qualcuno sostiene con una punta di umorismo che nel caso in cui si cerchi direttamente una persona esperta nel problem-solving la formula sia da intendersi con “NOI portiamo i problemi, TU le soluzioni”.

Flessibile: al di là delle interpretazioni connesse a tipologie contrattuali e salario, questa richiesta sottintende la ricerca di una persona capace/disponibile a svolgere compiti che siano al di fuori della sua normale area di lavoro.

Capace di lavorare in gruppo: da precisare l’interpretazione, in questo caso da leggere principalmente come “capace di dare il proprio contributo ad un gruppo di lavoro guidato da altri, e capace di operare anche senza un completo accordo sulla strategia seguita”. Questo elemento dovrà essere fatto risaltare in fase di colloquio, meglio se con il racconto di una passata esperienza. Da non confondere assolutamente con “capacità di guidare un gruppo di lavoro” o con “capacità di sabotare un gruppo di lavoro se le mie idee geniali inspiegabilmente non vengono apprezzate”.

Questo piccolo elenco cerca di essere completo, ma ovviamente non ci riesce.

Avete suggerimenti su “caratteristiche particolari” che potrebbero essere inserite in questa lista?

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About stefanoinnocenti

Le mie esperienze di lavoro hanno sempre riguardato l’area delle Risorse Umane, sia nell’ambito della formazione del personale che della selezione, operando nei diversi processi. Uno dei punti di forza della mia professionalità è la capacità di gestire efficacemente il rapporto con le persone, caratteristica messa a frutto sia nelle attività di docenza, che di orientamento e nello sviluppo di network professionali. Abito in Toscana, e amo questo territorio. Mi piacerebbe continuare a vivere qui, e non dovermi necessariamente trasferire per lavoro. Questo non mi rende meno curioso rispetto ai cambiamenti che mi circondano.
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