Chi non lavora, non fa l’amore!

L’idea per il post mi è venuta leggendo questo articolo: in pratica, il 75% delle donne intervistate in una recente ricerca sarebbe restia ad iniziare una relazione con un disoccupato.

Sapete ormai che sono curioso, e quindi mi sono subito messo alla ricerca dei dati originali.

Per la verità, la ricerca non è proprio recentissima: è stata realizzata nel 2012 su un campione di 925 donne che utilizzano “It’s Just Lunch”, portale di incontri dedicato ai professionisti. Considerate quindi che il campione è abbastanza particolare.

C’è inoltre da dire che i dati effettivi mostrano un quadro un po’ diverso, con il 33% delle intervistate assolutamente contrario all’idea di uscire con un disoccupato mentre il restante  risulta 42% più “possibilista” (Forse, ma non ci investirei molto tempo a meno che non avesse un piano concreto per trovare lavoro al più presto).

Dell’intera ricerca, questo sembra essere l’unico elemento dove le intervistate hanno dimostrato un forte attaccamento ad un sistema di valori che per diplomazia definirò “classico”.

andycapp

E gli uomini?

Coerentemente con la stessa tipologia di percezione sociale, la questione della disoccupazione della partner sembra essere molto meno importante per gli uomini: il 65% degli intervistati dichiara che non avrebbe particolari problemi ad iniziare una relazione con una compagna che attualmente non lavora.

Quindi siamo ancora fermi a un concetto di coppia da età della pietra?

Malgrado i dati possano far immaginare una diffusa concezione sociale di stampo a dir poco arcaico, vorrei provare ad ampliare il concetto basandomi sugli appunti alla ricerca di “It’s Just Lunch” fatti da Jezebel, il celebre sito web al femminile: il problema non è tanto quello della disoccupazione, quanto la percezione fortemente negativa  di chi non ha un lavoro e non sembri interessato a trovarne uno.  Senza dimenticare che una cosa è rispondere ad una ricerca che chiede di prevedere un proprio comportamento ed un’altra è “vivere” la situazione in prima persona.

Per concludere…

Arrivati in fondo a questo post (un po’ più “particolare” del solito, lo riconosco), un’ultima nota: è uscita da poco una ricerca inglese che mostra come le preoccupazioni connesse alla “vita moderna” (principalmente legate al lavoro ed all’invasiva presenza dei mezzi di comunicazione, device portatili in testa) stiano rovinando la vita sessuale delle coppie.

“Sono inglesi”, penserà qualcuno. Ma è un po’ come dire che, anche per chi lavora, non è tutto rose e fiori…

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About stefanoinnocenti

Le mie esperienze di lavoro hanno sempre riguardato l’area delle Risorse Umane, sia nell’ambito della formazione del personale che della selezione, operando nei diversi processi. Uno dei punti di forza della mia professionalità è la capacità di gestire efficacemente il rapporto con le persone, caratteristica messa a frutto sia nelle attività di docenza, che di orientamento e nello sviluppo di network professionali. Abito in Toscana, e amo questo territorio. Mi piacerebbe continuare a vivere qui, e non dovermi necessariamente trasferire per lavoro. Questo non mi rende meno curioso rispetto ai cambiamenti che mi circondano.
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