Le neolaureate sono più brave. Ma dallo stipendio non si vede.

E’ uscita la terza edizione del rapporto del Centro Studi e Ricerche Bachelor sulla situazione occupazionale dei neolaureati. E come potete capire dal titolo, alcuni dati meritano una riflessione.

Più brave ma…

Le neolaureate intervistate (campione di 1000 persone selezionate casualmente fra i laureati nel 2011) sono più “brave” dei colleghi uomini: più alta la media del voto di laurea, maggiore il numero dei titoli conseguiti “in corso”: 66,8% contro il 60,7%.

Una questione di scelte?

Notevoli alcune differenze di scelte di indirizzo fra i due gruppi: forte propensione femminile per l’area umanistica, mentre l’ingegneria si conferma ancora in larga parte territorio maschile.

Sì, alle volte i dati confermano proprio gli stereotipi.

Sì, alle volte i dati confermano proprio gli stereotipi.

Questo elemento potrebbe forse aiutare a capire i dati successivi (credetemi, qui parla un “umanista puro”). Forse.

Ma è possibile che la percentuale di disoccupazione possa variare così tanto solo per via di questo elemento?

disoccupazione

Ma anche una volta trovato lavoro, la disparità non finisce e i dati sugli stipendi medi  colpiscono ulteriormente (qui  trovate l’articolo da cui è ripresa l’infografica):

Sarà solo un caso?

Sarà solo un caso?

Pur considerando tutte le eccezioni possibili, ritengo la ricerca abbastanza accurata da poter sostenere che malgrado tutto l’impegno le opportunità non siano, ancora oggi, “pari” proprio per niente. E la posizione del nostro Paese nel Global Gender Gap Report sembra purtroppo pienamente giustificata.

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About stefanoinnocenti

Le mie esperienze di lavoro hanno sempre riguardato l’area delle Risorse Umane, sia nell’ambito della formazione del personale che della selezione, operando nei diversi processi. Uno dei punti di forza della mia professionalità è la capacità di gestire efficacemente il rapporto con le persone, caratteristica messa a frutto sia nelle attività di docenza, che di orientamento e nello sviluppo di network professionali. Abito in Toscana, e amo questo territorio. Mi piacerebbe continuare a vivere qui, e non dovermi necessariamente trasferire per lavoro. Questo non mi rende meno curioso rispetto ai cambiamenti che mi circondano.
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