I Nativi Digitali non sanno usare il Web… per la ricerca di lavoro

Un recente sondaggio promosso  da Skuola.net  mette in luce un dato di rilievo: i più giovani non sanno come cercare lavoro. E la cosa non deve stupire, visto che nessuno glielo ha mai insegnato.

Nativi digitali?

I numeri del sondaggio rivelano che le strategie di ricerca attiva sono prevalentemente miste: la maggior parte degli intervistati si affida al classico “passaparola” (34%), al “porta a porta” (29%), ai giornali di annunci (6%). Sicuramente forte anche il numero di coloro che utilizzano i portali di offerte sul web ed i social network (30%), ma forse il numero non è così rilevante come si credeva. A fronte del fatto che le modalità “tradizionali” quali contatto diretto ed autocandidature continuano a dimostrarsi molto efficaci, risulta interessante riflettere sui differenti approcci: possibile che una larga fetta della popolazione più giovane non sappia come utilizzare internet per la propria ricerca di lavoro? Quel 6% che si affida prevalentemente ai giornaletti di annunci cosa sta cercando, e cosa rischia di trovare?

Forse una prima risposta la possiamo trovare già all’interno del sondaggio: il 18% dei partecipanti dichiara di farsi scoraggiare dalle procedura di candidatura troppo lunghe, mentre il 41% lamenta scarsa fiducia negli annunci on-line a causa principalmente della carenza di  contatto diretto con le aziende.

Come a dire che per assicurarsi i candidati più giovani, le procedure di candidatura “cervellotiche” e l’impossibilità di avere un qualsiasi tipo di feedback sono assolutamente da evitare.

Carissime aziende, è tempo di rifletteteci sopra.

Le informazioni si trovano, però… servirebbe cercarle.

Quale che sia la modalità di ricerca prescelta, ci si potrebbe immaginare che i “nativi digitali” siano fortemente autonomi almeno nel reperire le informazioni utili alle proprie candidature, una su tutte come scrivere un buon curriculum ed una lettera di presentazione efficace.

Sbaglieremmo.

Solo il 7% degli intervistati dichiara di aver ricercato apposite informazioni sul web, mentre una buona parte rivela di essere “completamente autodidatta” per quanto riguarda cv e lettera di presentazione.

cv

Il 26% degli intervistati utilizza il curriculum vitae Europass. Decisamente antiquato e poco efficace. Un 11% di “modernisti” utilizza il cv creativo, forse un po’ troppo avanzato per molte professionalità. Non oso pensare a cosa contenga il campo “altro”.

Per quanto alcuni formati “creativi” come i cv infografici possano risultare gradevoli, utilizzarli “a prescindere” per ogni tipo di posizione lavorativa potrebbe risultare piuttosto rischioso, specialmente se ci si sta rivolgendo ad aziende con uno stile “classico”.

Anche se, pensandoci un attimo…

Tralasciando per un attimo i toni polemici, è forse necessario cercare di focalizzare bene cosa stiano effettivamente dicendo i dati riportati dalla ricerca: i giovani non sanno come cercare lavoro, e nessuno ha mai insegnato loro come si fa. L’esperienza dei genitori si rivela drammaticamente poco utile in un mercato profondamente cambiato, ed il semplice “dovrebbero insegnarlo a scuola” suona come una risposta decisamente generalista, buona un po’ per tutte le occasioni.

Sicuramente c’è sempre più bisogno di un orientamento al lavoro di qualità, in grado di trasferire strumenti pratici ed effettivamente utili a tutti, senza dare per scontato che la giovane età porti una maggiore efficacia nell’approcciarsi al web per fini professionali.

In fondo è per queste considerazioni che ho deciso di aprire questo blog… e se vi serve qualche buon consiglio su curriculum e lettera di presentazione li potete trovare direttamente ai link!

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About stefanoinnocenti

Le mie esperienze di lavoro hanno sempre riguardato l’area delle Risorse Umane, sia nell’ambito della formazione del personale che della selezione, operando nei diversi processi. Uno dei punti di forza della mia professionalità è la capacità di gestire efficacemente il rapporto con le persone, caratteristica messa a frutto sia nelle attività di docenza, che di orientamento e nello sviluppo di network professionali. Abito in Toscana, e amo questo territorio. Mi piacerebbe continuare a vivere qui, e non dovermi necessariamente trasferire per lavoro. Questo non mi rende meno curioso rispetto ai cambiamenti che mi circondano.
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